84099 San Giovanni a Piro  (prov. Salerno) Italia

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 AGRESTIS DOMUS

 Residenza Agrituristica di charme...

 nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

 "un incanto fra mare, monti e cielo"

 

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 Trekking

 

1° giorno –

 

Sentiero da Ciolandrea alla Spiaggia del Marcellino. Questo itinerario consente di visitare uno dei tratti di costa più interessanti del Tirreno: la Costa della Masseta. Il viaggio inizia alla località Ciolandrea (q. 519 slm) di S. Giovanni a Piro. Dal belvedere si possono osservare le coste calabro-lucane. La discesa nella prima parte la si effettua su una comoda sterrata, in lieve pendenza. La zona attraversata presenta coperture tipiche della macchia mediterranea. Per quasi tutto il viaggio la vista del mare accompagna il trekker. Interessanti spunti sono offerti dai fabbricati rurali con le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. L’ultimo tratto della discesa, il più impervio, lo si effettua su sentieri appena accennati, da percorre con attenzione. Dai poggi si intravedono i resti delle antiche torri di guardia costiere e le isolate spiagge della Masseta. Infine, raggiunta la spiaggia del Marcellino, si resta attratti dall’aspra bellezza del canalone del Marcellino, con le guglie di pietra e il folto bosco di lecci. Il rientro avviene in barca al Porto di Scario o di Marina di Camerota.

 

ore 3,00 (solo andata)

Media

difficoltà

519 metri in discesa

 

2° giorno –

 

 

Affondatore di Vallivona. Il percorso prende origine dalla fontana nei pressi di Ponte Inferno a quota 550. Si prosegue lungo una carrareccia che costeggia il Fiume Bussento. Dopo circa 1 km il percorso si inerpica immergendosi in un bosco di Carpino Nero. Dopo circa 1,5 ore la salita concede una sosta e il tratto di sentiero in piano consente di girare lo sguardo verso le pareti rocciose strapiombati sull’alveo del Bussento. Nella parte centrale del percorso si osservano, oltre che alle tante latifoglie anche rade piante di Tasso (Taxus baccata). Si giunge alle sorgenti del Bussento che scaturiscono dall’interno di una grotta, chiusa da opere che hanno consentito la captazione di parte delle acque sorgive per la realizzazione di un acquedotto. La salita prosegue utilizzando prima un sentiero e poi una carrareccia ben disegnata. La strada termina all’imbocco della galleria (q. 1070 slm). La galleria lunga circa 500 mt la si percorre con l’ausilio delle torce elettriche. Una volta all’interno dell’inghiottitoio si ha la percezione della sua grandezza, della sua forma ellittica, dell’alta valenza naturalistica dell’ambiente vegetale che si trova al suo interno. La grigia roccia calcarea è stata scavata dalle acque del torrente che raccoglie le acque dell’intera vallata di Vallivona e che hanno generato una modesta ma interessante cascata. Il viaggio di ritorno avviene utilizzando lo stesso percorso dell’andata.

 

ore 6,00 (a+r)

Media

difficoltà

700 metri circa

 

3° giorno –

 

 

Porto Infreschi Il percorso prende origine nei pressi della grotta di Lentiscelle, nella quale è ospitato un battello con il quale si compirono traversate oceaniche alla fine del 1800. Il sentiero si immerge nella macchia mediterranea nel primo tratto e dopo aver utilizzato un breve tratto di strada asfaltata, si imbocca una pista sterrata che porta verso la Cala del Pozzallo. Superato il piccolo vallone asciutto, dopo una breve salita si arriva a Cala Bianca, dominata dalla torre di guardia costiera. Il sentiero, dopo aver superato un altro vallone a tempo, si inerpica protetto dalla fresca ombra della macchia mediterranea e degli olivi. Arrivati sul poggio inizia la breve discesa che porta al porto naturale degli Infreschi.  Tratto caratterizzante della piccola baia è la presenza di acque dolci che si sversano a mare e la presenza della Primula palinuri, un endemismo assurto a simbolo del PNCVD. Il rientro può avvenire in barca verso Marina di Camerota se concordato oppure utilizzando lo stesso sentiero.

 

ore 4,00 (a+r)

Facile

170 metri circa

 

4° giorno-

 

 

Visita alla Grava di Vesalo. La Grava di Vesalo è uno dei fenomeni carsici più imponenti e spettacolari del territorio del PNCVD. Il pozzo, profondo all’incirca 100 metri, si sversano le acque del Torrente Milenzio. È un esempio macroscopico di fenomeno carsico di particolare interesse geologico e botanico (sulle pareti è possibile osservare stazioni vegetative di Lingua Cervina (un particolare tipo di felce). Nella parte superiore presenta un’apertura di circa 30 metri di diametro, con pareti rocciose a strapiombo.

L’escursione prende origine al Passo di Vesalo (q. 1050 slm) e prosegue utilizzando una stradina nel bosco, immersa nella frescura assicurata dai Faggi e dai giganteschi Ontani. Dopo la visita alla Grava, si prosegue utilizzando una stradina di esbosco che porta alla Valle Soprana. Qui è possibile osservare le rupi di Scanno del Tesoro e di Tempa dei Militani.

Una sosta presso l’area attrezzata di Vesalo consente di godere della pace che regna nei boschi circostanti.

 

ore 2,30

Facile

70 metri

 

A seguire nella stessa giornata

 

 

Percorso ad anello della Valle di Campolongo. La visita prende origine alla Loc. Occhio a quota 1250 mt slm. Si percorre una stradina di montagna per poche centinaia di metri per poi imboccare sentieri che portano i visitatori attraverso campi carsici, doline, boschi misti di latifoglie. Il percorso non presenta particolari difficoltà essendo per lo più di fondovalle. Il centro di maggiore attrazione è l’Affondatore di Campolongo, un pozzo carsico che si apre nella parte mediana della vallata. Si prosegue lungo sentieri connotati da soffici manti erbosi. Il percorso offre il meglio di sé nel periodo di fioritura delle decine e decine di specie di orchidee spontanee. Si torna ai mezzi di trasporto utilizzando una comoda stradina brecciata.

 

ore 2,30

Facile

150 metri

 

5° giorno –

 

 

Monte Cervati da Caccialupo. Monte Cervati è la vetta più alta della Campania con i suoi 1898 mt. slm. L’escursione  prende origine alla Località Caccialupo e lasciati i mezzi di trasporto, si inizia il percorso utilizzando una sentiero che si snoda tra boschi a prevalenza di Carpino Nero. Dopo circa mezz’ora di marcia, si giunge al belvedere che consente di spaziare verso la vetta del Cervati. Si prosegue lungo la strada brecciata, immersa nel bosco di faggio. Lungo il percorso si osservano la vetta del Monte Cima di Mercori (mt. 1788) la seconda vetta del PNCVD e il Monte Faiatella (mt. 1710). Alla Località Fontana del Russo si osservano prati verdi con bellissimi esemplari faggio che svettano verso il cielo. Qui inizia la parte finale di ascensione verso la sommità. Di fronte alla vetta del Cervati è posizionata la cappella della Madonna della Neve. Da qui si possono osservare i campi carsici di quota che con la presenza di specie vegetali inusuali per queste latitudini quali la Genziana e la Primula auricola, costituiscono un giusto premio per il cammino profuso per arrivare. I panorami che dalla vetta del Cervati si possono abbracciare con lo sguardo vanno dalle montagne della Lucania, della Calabria fino al Golfo di Policastro e Capo Palinuro.

 

ore 8,00

Media

difficoltà

1000 metri circa

 

6° giorno –

 

Visita all’Oasi WWF di Morigerati. L’Oasi naturalistica riguarda il tratto di Fiume Bussento che risorge a valle dell’abitato di Morigerati. Grazie all’immenso valore naturalistico che l’area possiede è stata individuata dal WWF come area da sottoporre a particolare vincolo per preservarne le peculiarità. Si tratta di un ambiente fluviale ove la macchia mediterranea assume connotati di grande spettacolarità. Il piatto forte della visita è costituito dalla riemersione del Fiume Bussento nella grotta carsica, dopo aver percorso circa 4,5 km in via ipogea.

 

ore 2,30

Facile

130 metri

 

 

La presente proposta può essere integrata o modificata con ulteriori escursioni da concordare anche in loco.

 

 

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