
1° giorno –
Sentiero da
Ciolandrea alla Spiaggia del Marcellino. Questo itinerario consente di visitare uno
dei tratti di costa più interessanti del Tirreno: la Costa della Masseta. Il
viaggio inizia alla località Ciolandrea (q. 519 slm) di S. Giovanni a Piro. Dal
belvedere si possono osservare le coste calabro-lucane. La discesa nella prima
parte la si effettua su una comoda sterrata, in lieve pendenza. La zona
attraversata presenta coperture tipiche della macchia mediterranea. Per quasi
tutto il viaggio la vista del mare accompagna il trekker. Interessanti spunti
sono offerti dai fabbricati rurali con le cisterne per la raccolta dell’acqua
piovana. L’ultimo tratto della discesa, il più impervio, lo si effettua su
sentieri appena accennati, da percorre con attenzione. Dai poggi si intravedono
i resti delle antiche torri di guardia costiere e le isolate spiagge della
Masseta. Infine, raggiunta la spiaggia del Marcellino, si resta attratti
dall’aspra bellezza del canalone del Marcellino, con le guglie di pietra e il
folto bosco di lecci. Il rientro avviene in barca al Porto di Scario o di
Marina di Camerota.
ore 3,00 (solo andata)
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Media
difficoltà
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519 metri in discesa
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2° giorno –
Affondatore di
Vallivona. Il
percorso prende origine dalla fontana nei pressi di Ponte Inferno a quota 550.
Si prosegue lungo una carrareccia che costeggia il Fiume Bussento. Dopo circa 1
km il percorso si inerpica immergendosi in un bosco di Carpino Nero. Dopo circa
1,5 ore la salita concede una sosta e il tratto di sentiero in piano consente
di girare lo sguardo verso le pareti rocciose strapiombati sull’alveo del
Bussento. Nella parte centrale del percorso si osservano, oltre che alle tante
latifoglie anche rade piante di Tasso (Taxus baccata). Si giunge alle sorgenti
del Bussento che scaturiscono dall’interno di una grotta, chiusa da opere che
hanno consentito la captazione di parte delle acque sorgive per la realizzazione
di un acquedotto. La salita prosegue utilizzando prima un sentiero e poi una
carrareccia ben disegnata. La strada termina all’imbocco della galleria (q.
1070 slm). La galleria lunga circa 500 mt la si percorre con l’ausilio delle
torce elettriche. Una volta all’interno dell’inghiottitoio si ha la percezione
della sua grandezza, della sua forma ellittica, dell’alta valenza naturalistica
dell’ambiente vegetale che si trova al suo interno. La grigia roccia calcarea è
stata scavata dalle acque del torrente che raccoglie le acque dell’intera
vallata di Vallivona e che hanno generato una modesta ma interessante cascata.
Il viaggio di ritorno avviene utilizzando lo stesso percorso dell’andata.
ore 6,00 (a+r)
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Media
difficoltà
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700 metri circa
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3° giorno –
Porto Infreschi Il percorso prende origine
nei pressi della grotta di Lentiscelle, nella quale è ospitato un battello con
il quale si compirono traversate oceaniche alla fine del 1800. Il sentiero si
immerge nella macchia mediterranea nel primo tratto e dopo aver utilizzato un
breve tratto di strada asfaltata, si imbocca una pista sterrata che porta verso
la Cala del Pozzallo. Superato il piccolo vallone asciutto, dopo una breve
salita si arriva a Cala Bianca, dominata dalla torre di guardia costiera. Il
sentiero, dopo aver superato un altro vallone a tempo, si inerpica protetto
dalla fresca ombra della macchia mediterranea e degli olivi. Arrivati sul
poggio inizia la breve discesa che porta al porto naturale degli
Infreschi. Tratto caratterizzante
della piccola baia è la presenza di acque dolci che si sversano a mare e la
presenza della Primula palinuri, un endemismo assurto a simbolo del PNCVD. Il
rientro può avvenire in barca verso Marina di Camerota se concordato oppure
utilizzando lo stesso sentiero.
ore 4,00 (a+r)
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Facile
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170 metri circa
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4° giorno-
Visita alla Grava di Vesalo. La Grava di Vesalo è uno dei
fenomeni carsici più imponenti e spettacolari del territorio del PNCVD. Il
pozzo, profondo all’incirca 100 metri, si sversano le acque del Torrente
Milenzio. È un esempio macroscopico di fenomeno carsico di particolare
interesse geologico e botanico (sulle pareti è possibile osservare stazioni
vegetative di Lingua Cervina (un particolare tipo di felce). Nella parte
superiore presenta un’apertura di circa 30 metri di diametro, con pareti
rocciose a strapiombo.
L’escursione
prende origine al Passo di Vesalo (q. 1050 slm) e prosegue utilizzando una
stradina nel bosco, immersa nella frescura assicurata dai Faggi e dai
giganteschi Ontani. Dopo la visita alla Grava, si prosegue utilizzando una
stradina di esbosco che porta alla Valle Soprana. Qui è possibile osservare le
rupi di Scanno del Tesoro e di Tempa dei Militani.
Una
sosta presso l’area attrezzata di Vesalo consente di godere della pace che
regna nei boschi circostanti.
A seguire nella stessa giornata
Percorso ad anello della Valle di Campolongo. La visita prende origine
alla Loc. Occhio a quota 1250 mt slm. Si percorre una stradina di montagna per
poche centinaia di metri per poi imboccare sentieri che portano i visitatori
attraverso campi carsici, doline, boschi misti di latifoglie. Il percorso non
presenta particolari difficoltà essendo per lo più di fondovalle. Il centro di
maggiore attrazione è l’Affondatore di Campolongo, un pozzo carsico che si apre
nella parte mediana della vallata. Si prosegue lungo sentieri connotati da
soffici manti erbosi. Il percorso offre il meglio di sé nel periodo di
fioritura delle decine e decine di specie di orchidee spontanee. Si torna ai
mezzi di trasporto utilizzando una comoda stradina brecciata.
ore 2,30
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Facile
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150 metri
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5° giorno –
Monte Cervati da
Caccialupo.
Monte Cervati è la vetta più alta della Campania con i suoi 1898 mt. slm. L’escursione prende origine alla Località Caccialupo
e lasciati i mezzi di trasporto, si inizia il percorso utilizzando una sentiero
che si snoda tra boschi a prevalenza di Carpino Nero. Dopo circa mezz’ora di
marcia, si giunge al belvedere che consente di spaziare verso la vetta del
Cervati. Si prosegue lungo la strada brecciata, immersa nel bosco di faggio.
Lungo il percorso si osservano la vetta del Monte Cima di Mercori (mt. 1788) la
seconda vetta del PNCVD e il Monte Faiatella (mt. 1710). Alla Località Fontana
del Russo si osservano prati verdi con bellissimi esemplari faggio che svettano
verso il cielo. Qui inizia la parte finale di ascensione verso la sommità. Di
fronte alla vetta del Cervati è posizionata la cappella della Madonna della
Neve. Da qui si possono osservare i campi carsici di quota che con la presenza
di specie vegetali inusuali per queste latitudini quali la Genziana e la
Primula auricola, costituiscono un giusto premio per il cammino profuso per
arrivare. I panorami che dalla vetta del Cervati si possono abbracciare con lo
sguardo vanno dalle montagne della Lucania, della Calabria fino al Golfo di
Policastro e Capo Palinuro.
ore
8,00
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Media
difficoltà
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1000
metri circa
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6° giorno –
Visita all’Oasi WWF
di Morigerati. L’Oasi naturalistica riguarda il tratto di Fiume Bussento che risorge
a valle dell’abitato di Morigerati. Grazie all’immenso valore naturalistico che
l’area possiede è stata individuata dal WWF come area da sottoporre a
particolare vincolo per preservarne le peculiarità. Si tratta di un ambiente
fluviale ove la macchia mediterranea assume connotati di grande spettacolarità.
Il piatto forte della visita è costituito dalla riemersione del Fiume Bussento
nella grotta carsica, dopo aver percorso circa 4,5 km in via ipogea.
ore
2,30
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Facile
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130
metri
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La presente
proposta può essere integrata o modificata con ulteriori escursioni da
concordare anche in loco.
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